La pasta: il cuore autentico della tradizione italiana

Dal pasto quotidiano fino alle preparazioni gourmet, la pasta è forse l’alimento più versatile, amato e familiare presente sulle nostre tavole.

La pasta in Italia è una cosa normale, nel senso più semplice del termine. È ovunque. Si mangia a casa, al ristorante, nei giorni normali e anche quando non si sa bene cosa cucinare. E alla fine funziona sempre.

Non è solo un alimento, è qualcosa che fa parte delle abitudini. Ogni famiglia ha il suo modo di prepararla, ogni regione la interpreta in maniera diversa, ma la base resta sempre la stessa.

Le origini, molto lontane

Se si va indietro nel tempo, la pasta ha una storia lunga. Nasce da un’idea molto semplice: mescolare farina e acqua. Quando l’uomo ha iniziato a coltivare il grano, questo è diventato uno degli alimenti principali.

Già nell’antichità si trovano tracce di preparazioni simili. In Grecia, Aristofane parla di impasti tagliati a strisce. Anche a Roma esisteva il “laganum”, una sorta di sfoglia sottile che ricorda da vicino alcune paste di oggi. Autori come Cicerone lo citano nei loro scritti, e più tardi anche Apicio ne parla nel suo libro di cucina.

Insomma, l’idea di base non è mai cambiata così tanto.

La pasta oggi

Adesso la pasta è uno dei simboli della cucina italiana. La conoscono ovunque e viene preparata in mille modi diversi. È semplice, ma proprio per questo si presta a tutto.

Alla base resta sempre una combinazione molto essenziale: semola di grano duro e acqua. Niente di complicato. Ed è questo il punto.

Per la pasta secca si usa solo semola di grano duro, mentre per quella fresca si può usare anche farina di grano tenero. In Italia questa distinzione è anche regolata dalla legge, che stabilisce in modo preciso come deve essere prodotta.

Come nasce la pasta

Il processo non è così immediato come sembra.

Prima di tutto si seleziona il grano, scegliendo solo quello migliore. Poi viene macinato, pulito e trasformato in semola. Dopo arriva l’impasto, dove la semola viene mescolata con acqua fino a diventare una massa uniforme.

Poi c’è la fase in cui la pasta prende forma, attraverso le trafile. Alcune sono in bronzo, altre in teflon: cambia la superficie finale, più ruvida o più liscia.

Dopo la formatura arriva il momento dell’essiccazione, cioè quando la pasta perde lentamente l’umidità. Poi viene raffreddata e infine confezionata.

 

La pasta resta sempre la stessa idea di base: qualcosa di semplice che però funziona sempre.

È probabilmente questo il motivo per cui non è mai sparita dalla tavola italiana. Anzi, è diventata ancora più importante col tempo.

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